Stampa
Categoria: Notizie
Visite: 3291

Fabio Bertolissi della Fisascat Cisl del Trentino: "grande soddisfazione per questa sentenza" sulla gestione degli appalti e servizi".

 

Dalla sentenza del TRGA di Trento sensazione di Giustizia per i lavoratori della Biblioteca Civica di Rovereto “G. Tartarotti”, coinvolti nel cambio di appalto dei servizi di front and back office (catalogazione libraria).

 

L'assemblea aperta alla cittadinanza e alle forze politiche comunali tenutasi venerdì 12 febbraio presso la sala circoscrizionale del Brione a Rovereto è stata un grande successo in termini di partecipazione e di possibilità di confronto.

Le lavoratrici e i lavoratori esternalizzati della Biblioteca Civica di Rovereto, complessivamente venti unità, sostenuti sindacalmente in forma unitaria, hanno avuto modo di informare i propri concittadini, utenti e rappresentanti politici (si segnala l'assenza dei componenti della maggioranza consiglio cittadino), dello stato dell'arte del cambio di appalto.

L'assemblea è coincisa simbolicamente con la pubblicazione della sentenza del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento, il quale ha accolto il ricorso presentato da una delle due ditte concorrenti alla gara di appalto, annullando la delibera del Comune di Rovereto che aggiudicava la gestione dell'appalto, sino al novembre 2020, alla cooperativa friulana Euro&Promos.

Per maggiore chiarezza, è necessario fornire una breve contestualizzazione della vicenda: dal 30 aprile 2015, termine originario dell'appalto (gestito dal maggio 2010 in associazione temporanea d'impresa da  CLA - Consorzio Lavoro Ambiente - e CAeB - Cooperativa Archivistica e Bibliotecaria -) ad oggi, si sono avute quattro proroghe, l'ultima delle quali avrà come termine il 21 febbraio prossimo.

 

 

Questa serie di proroghe si è resa necessaria per garantire al Comune di Rovereto la predisposizione della gara d'appalto e il suo espletamento, conclusosi con l'aggiudicazione alla cooperativa Euro&Promos a novembre 2015. Tale risultato si è determinato sulla base dei punteggi assegnati dal Comune alle offerte tecniche delle due aziende partecipanti: 70 su 70 punti all'ATI CLA/CAeB e 53 su 70 punti a Euro&Promos. Sul fronte delle offerte economiche, Euro&Promos ha offerto un ribasso del 15 per cento sulla base d'asta (2.729.901,36 l'importo destinato per la conduzione quinquennale), sbaragliando l'1,9 per cento di ribasso offerto dall'ATI CLA/CAeB, vedendosi così aggiudicare la gara.

Il capitolato d'appalto del Comune di Rovereto poneva notevoli garanzie alla tutela dell'occupazione e della professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori esternalizzati: per la prima volta in Trentino si inseriva infatti la richiesta di applicazione del Ccnl di Federculture, una forma contrattuale pensata per i professionisti della Cultura, operatori di Musei, Archivi e Biblioteche, che contiene specifiche declaratorie inerenti ai livelli di inquadramento e alle mansioni, ed è dotata della fondamentale “clausola sociale”, a definitiva garanzia della riassunzione del personale quando si verificano i cambi di appalto. 

Si tratta quindi di un testo innovativo che pone il Lavoro e il Servizio Pubblico che ne deriva, al primo posto ex equo, riconoscendo il valore di decenni di professionalità maturati sia sul campo che attraverso percorsi specialistici, in molti casi universitari e di settore, nelle discipline biblioteconomiche e archivistiche. Il percorso che si è concluso con la virtuosa stesura di questo capitolato è stato caratterizzato da anni di confronti tra le lavoratrici e i lavoratori e l'amministrazione comunale, la quale era stata infine in grado di migliorare il testo dell'appalto del 2010, già allora sufficientemente equilibrato.

Il Comune di Rovereto, una volta recepiti i punteggi totalizzati dalle Aziende, prima di procedere all'aggiudicazione, a fronte di un ribasso così elevato, ha deciso di verificare la congruità dell’offerta economica dell’azienda vincitrice, avvalendosi di una consulenza esterna al fine di giungere ad una valutazione il più possibile aderente all'effettivo costo del lavoro.

Durante questa ultima valutazione, il percorso fin qui intrapreso, caratterizzato da decisioni virtuose a sostegno della forza lavoro e del servizio, si è interrotto e qualcosa ha impedito all'amministrazione comunale di giungere ad una corretta valutazione delle proposte.

  

Un passo estratto dalla sentenza del TRGA chiarisce puntualmente le problematiche del emerse dal meccanismo procedurale:

 

“[...] in considerazione del fatto che in un appalto di servizi bibliotecari il costo del lavoro supera il 95 per cento del prezzo totale, macroscopico si presenta pertanto il denunciato vizio di difetto di istruttoria, atteso che l’Amministrazione non ha neppure rilevato tale notevole discrasia tra i dati esposti dalla società Euro & Promos e quelli forniti dal proprio consulente. […] Sennonché il costo del lavoro calcolato dal [consulente del] Comune non corrisponde affatto al 95% dell’offerta aggiudicataria, ma al 99,12% della stessa. Difatti, il costo del lavoro calcolato dal Comune è maggiore di ben euro 231.922,02 rispetto a quello dichiarato da Euro & Promos. Inoltre, seguendo il conteggio comunale risulta che l’offerta aggiudicataria, defalcate le spese del personale, dovrebbe far fronte a tutte le altre spese richieste per la gestione del servizio (dai costi per la sicurezza a quelli per la formazione del personale, dai costi generali all’utile d’impresa) con i restati euro 20.381,28, ossia con 4.076,256 euro annui. […] In definitiva, dalle considerazioni esposte emerge con palese evidenza il grave deficit istruttorio in cui è incorsa la commissione di gara in sede di valutazione della congruità dell’offerta aggiudicataria, omettendo lo scrutinio di elementi sintomatici dell'incongruità e giungendo così, ineluttabilmente, alla formulazione di un giudizio conclusivo inficiato da errori di fatto. [...] Da ultimo giova ancora osservare che l’art. 8 del capitolato amministrativo della gara in esame, rubricato “clausola sociale”, chiede all’appaltatore di “assumere prioritariamente gli operatori già presenti e in possesso dei requisiti professionali necessari” e gli impone di “garantire l’applicazione del CCNL Federculture e dei requisiti maturati al momento della stipula del nuovo contratto”. ”

Il Comune di Rovereto viene quindi sollecitato dalla Magistratura a rivalutare la propria decisione. L'aggiudicazione alla cooperativa Euro&Promos è annullata.

La Fisascat Cisl del Trentino non può che accogliere con grande soddisfazione questa sentenza, che rappresenta una pietra miliare nella politiche di affidamento e gestione degli appalti di servizi, nei quali deve tornare a prevalere il rispetto per l'occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori sulle logiche di profitto aziendale: tali logiche commerciali minano alla base l'erogazione di Servizi Pubblici di valore e di elevata qualità.

I professionisti che da anni lavorano con impegno e passione in tali attività, vengono esposti a dinamiche che stravolgono il principio della salvaguardia del bene collettivo, in favore di risparmi economici immotivati, frutto di politiche miopi e poco lungimiranti che si rifiutano di investire sul futuro della propria comunità, ingolosite dai risparmi immediati di dubbia efficacia.

Una società che lesina sulla valorizzazione e sulla conservazione del proprio patrimonio culturale e professionale è destinata a ritrovarsi sempre più impoverita di valori, ancor prima che di denari.

La Fisascat Cisl si è unita alle Organizzazioni sindacali che da mesi vigilano sulla procedura di gara e sostengono gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, condividendo la preoccupazione che l'iter di aggiudicazione riconosca i diritti del personale oggi impiegato, sia sul fronte del mantenimento dell'occupazione e della redditività, che del riconoscimento dell'anzianità di servizio e dell'incidenza di malattia, ferie e permessi nel calcolo del costo del lavoro.

La Fisascat Cisl del Trentino sostiene la crescita del già vivo confronto in ambito provinciale in questo settore, affinché si giunga alla promulgazione di una normativa che tuteli le esternalizzazioni qualificate e si propone come interlocutore al fianco degli operatori culturali nei confronti degli Enti Locali e delle categorie datoriali.

 

 GIORNALE L'ADIGE - sabato 13 febbraio 2016

 GIORNALE TRENTINO - sabato 13 febbraio 2016